Volver ai sentimenti
L’ultimo film di Almodovar parla di donne, solidarietà, mediterranee volitività femminili. L’universo maschile è rappresentato come un meccanismo on-off: a tratti in ombra, marginale, a tratti violento, incestuoso, infedele. Così nella vita di queste donne di matriarcali valori, nella vita di tutti i giorni ci si arrangia, si va avanti con tanta anima, ci si prende cura l’una dell’altra. I panni sporchi si lavano in casa e le preoccupazioni maggiori non sono le regole sociali da rispettare. La regola invisibile principale è invece la salvaguardia dei sentimenti. C’è da tornare per perdonare dolorosi eventi lontani, c’è da occultare un cadavere per tutelare la giovane vita di una figlia adolescente. Volver esprime la salvaguardia dei sentimenti al di là della giustizia democratica e progredita, cultura per noi consueta e rispettata di una società civile. È uno zoom sugli affetti di una famiglia, che si porta nella memoria tragici avvenimenti e cerca, nel ritorno ai sentimenti, le ragioni e la forza per alimentare la vita futura. Saggio invito alla riflessione per una società iper razionale affannata di risultati, progressi, prodotti e allergica alla tolleranza, alla morte, alle fragilità, agli errori. L’unica figura maschile positiva è quella che, senza volere, innescherà la trasformazione e il riscatto della protagonista femminile: il padrone del ristorante, che tuttavia non tornerà. Interessante invito alla lettura dei rapporti tra generi, dove i ruoli maschili e femminili sono comunque interdipendenti, nel bene e nel male.

L'opera rappresenta la complessità e la magia di un incontro.Con maestria di sintesi l'autore lo rappresenta cogliendone la semplicità e la naturalezza del processo.
L'immagine emergente ha la forza del simbolo e rimanda al numero tre.
Sono infatti tre gli elementi riscontrabili nell’immagine evocata dall’avvolgimento della carta. L’autore li rende comunicabili alla nostra esperienza visiva grazie alla differenza di torsione e di direzione: ai nostri occhi acquista per incanto la sua essenza il nucleo centrale dell’opera e, in relazione a questo, esistono anche i fasci sovrastanti e sottostanti.
Il senso di dinamicità dell’opera è elevata.
Pare come se l’immagine acquistasse la sua identità a partire dallo stretto interagire e differenziarsi di questi tre elementi.
Come nei rapporti tra due persone l’incontro reale non può avvenire se non in funzione del riconoscersi come identità distinte, il nucleo centrale acquista senso nella differenziazione, piuttosto che nell’amalgama o fusione dei due elementi costitutivi.
Ogni vero incontro necessita di un terzo spazio esclusivo e prezioso, che si alimenta e viene contenuto dagli elementi interagenti.
Per questo la complessità di ogni incontro e ancor di più di ogni relazione trae la sua ragion d’essere dall’esistenza di una terza dimensione, luogo di intimità e fiducia reciproca.
La forza rappresentativo-simbolica della carta di Enzo Correnti ci mette in contatto con questo profondo significato.
Sito dell'artista: http://www.equilibriarte.org/member-119