27/05/2006

Volver ai sentimenti

L’ultimo film di Almodovar parla di donne, solidarietà, mediterranee volitività femminili. L’universo maschile è rappresentato come un meccanismo on-off: a tratti in ombra, marginale, a tratti violento, incestuoso, infedele. Così nella vita di queste donne di matriarcali valori, nella vita di tutti i giorni ci si arrangia, si va avanti con tanta anima, ci si prende cura l’una dell’altra. I panni sporchi si lavano in casa e le preoccupazioni maggiori non sono le regole sociali da rispettare. La regola invisibile principale è invece la salvaguardia dei sentimenti. C’è da tornare per perdonare dolorosi eventi lontani, c’è da occultare un cadavere per tutelare la giovane vita di una figlia adolescente. Volver esprime la salvaguardia dei sentimenti al di là della giustizia democratica e progredita, cultura per noi consueta e rispettata di una società civile. È uno zoom sugli affetti di una famiglia, che si porta nella memoria tragici avvenimenti e cerca, nel ritorno ai sentimenti, le ragioni e la forza per alimentare la vita futura. Saggio invito alla riflessione per una società iper razionale affannata di risultati, progressi, prodotti e allergica alla tolleranza, alla morte, alle fragilità, agli errori. L’unica figura maschile positiva è quella che, senza volere, innescherà la trasformazione e il riscatto della protagonista femminile: il padrone del ristorante, che tuttavia non tornerà. Interessante invito alla lettura dei rapporti tra generi, dove i ruoli maschili e femminili sono comunque interdipendenti, nel bene e nel male.

postato da: altera alle ore 15:48 | link | commenti (8) | commenti (8)
categorie: cinema